Samadhi è conoscere l’Anima
Le esperienze e realizzazioni dello Yogi, le sue estasi avvengono quando la sua Sadhana incontra l’intenzione del trascendente di manifestarsi a lui. Il Samadhi, l’estasi dello Yogi, avviene in molti modi.
Essa è strumento di conoscenza perché attraverso l’estasi le entità trascendenti si mostrano, e si fanno conoscere, e donano allo Yogi conoscenza. È oggetto di conoscenza perché per conoscere lo Yogi deve usare l’intelletto superiore, la discriminazione e la conoscenza intuitiva: questo per far si che la “visione” si tramuti in conoscenza.
Le differenti esperienze, visioni, estasi scandiscono i passi del progredire dello Yogi verso l’alto. Il Purusha trascendente, la Madre Divina il Paramatman… e così via si rivelano allo Yogi in forme diverse e con diverse sfumature delineando così la sua strada.
Tre parole definiscono i modi con cui lo Yogi vive ciò che in realtà non è definibile; difatto più che definire, queste parole indicano un modo di sperimentare il trascendente dai contorni non definiti perché appunto infiniti, ma la mente descrive come essa sperimenta ciò.

Queste parole sono : Essere, Coscienza, Beatitudine.

Lo Yogi indagando trasforma e purifica ciò che ha sperimentato. Il Samadhi può essere vissuto in più modi, con la coscienza ordinaria totalmente attiva, parzialmente attiva o in totale assenza di coscienza. Questi modi non qualificano di per se l’elevatezza metafisica dell’estasi ma i modi con cui i diversi Yogi possono sperimentare per la loro diversa natura.

Può essere anche che la volontà dell’ Assoluto sia di rapire tutto l’essere per restituirlo rigenerato e illuminato dal suo abbraccio. Nell’estasi più completa dello yoga è presente una discesa di Shakti che invade e sorprende il veggente, questa discesa porta con sé una specifica conoscenza, o meglio svela un mondo trascendente che viene conosciuto. La discesa trasforma e la visione dello Yogi cambia e si amplia.
Tutto ciò non può avvenire attraverso una personalità ordinaria, in una mente occupata da stimoli vitali, dalle piccole abitudini, in un inconscio ingombro come una cantina di vecchie cose abbandonate e dimenticate.

Occorre una pulizia, un’attesa, una ricerca, un annullamento, una morte.

La vecchia personalità deve scomparire.

È così!

Occorre la morte della personalità ordinaria limitata, il suo mettersi al servizio di ciò che avverrà, accettando l’invasione della luce.