Intuizione e ragione devono volare insieme

La conoscenza intuitiva è diretta, è visione, percezione.
Può essere abbagliante quando riguarda i piani spirituali e le leggi trascendenti. Essa ha più livelli di profondità ed è sempre una forma di identità, come è chiaramente descritto negli stati di Samadhi.
Il vero conoscere è vivere un’ esperienza con la totalità dell’ essere. La ragione e la discriminazione sono ciò che fa comprendere la percezione, la rende fertile, attiva, fa si che attraverso la percezione l’uomo cresca e si trasformi. L’intuizione spirituale è soggetta alla percezione del cuore, la ragione è una funzione della mente.
Perciò percezione e ragione devono accordarsi e suonare all’unisono. La ragione si esprime in una mente matura e viene sviluppata con un lavoro educativo della mente, delle sue parti e del vitale ecc.
La percezione viene sviluppata nella Sadhana dello yoga e nella purificazione dell’ ego. La conoscenza è una luce che ha una sua forza, un’ energia, e ciò trasforma lo yogi. Quando essa illumina occorre che tutte le parti dell’essere siano pronte e mature per accoglierla.
Ogni limite e impurità offusca la luce e togliendole la luminosità originaria la trasforma in qualcosa d’ altro, come un vetro sporco non permette di illuminare la stanza e i suoi oggetti.
Il lavoro incessante dello yogi è preparare ogni singola e piccola parte dell’ essere ad accogliere ogni frammento della luce della conoscenza.